E’ stato firmato il decreto interministeriale che rende fattiva la nascita del Fondo Impresa Donna, il nuovo sostegno imprenditoriale interamente dedicato alle donne con una quota di finanziamento iniziale di 40 milioni di euro per finanziamenti agevolati e a fondo perduto.

Il nuovo sostegno dedicato alle donne, prevede attraverso una quota di finanziamento inizialmente programmata intorno ai 40 milioni di euro, di fornire finanziamenti agevolati e a fondo perduto per tutte le imprese gestite da donne che ne faranno richiesta.

La notizia comparsa pochi giorni fa sui quotidiani nazionali, conferma che il Ministro Giancarlo Giorgetti del Ministero dello sviluppo Economico, ha firmato il decreto interministeriale che permetterà la partenza del già previsto fondo denominato Fondo Impresa Donna.

Il provvedimento è stato firmato congiuntamente anche da Daniele FrancoMinistro dell’economia e delle Finanze insieme a Elena Bonetti Ministro per le pari opportunità e la famiglia che insieme hanno reso operativo il Fondo Impresa Donna.

Si tratta di un provvedimento molto importante che permette lo stanziamento in origine di una cifra iniziale di 40 milioni di euro, ai quali si verranno aggiunti in più tranche altri 400 milioni di euro provenienti dalle risorse previste dal PNRR e che serviranno per i sostegni alle imprese gestiti da donne sotto forma di finanziamenti agevolati e finanziamenti a fondo perduto.

L’ obiettivo ha come misura come riportato proprio dal sito del Mise (Ministero dello sviluppo economico), www.mise.gov.it quello di:

“…incentivare la partecipazione delle donne al mondo delle imprese, supportando le loro competenze e creatività per l’avvio di nuove attività imprenditoriali e la realizzazione di progetti innovativi, attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.”

La notizia rilanciata sulle diverse testate giornalistiche tra cui informazionefiscale.it di cui riportiamo un estratto, lancia come i finanziamenti agevolati per aprire all’imprenditoria femminile siano un vero e proprio passo in avanti:

Si fa un passo avanti verso la realizzazione di quanto previsto dal PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che si ponte l’obiettivo di far crescere l’occupazione femminile di quattro punti percentuali entro il 2026 e, tra le altre risorse, mette in campo 400 milioni di euro per la creazione di imprese da parte di donne.”

Vediamo un po’ più nel dettaglio di cosa si tratta e come fare per accedervi.

Il PNRR e le risorse stanziate per le riforme

Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza il PNRR, più in generale come citato dallo stesso Ministero all’interno del sito, si prevede un imponente stanziamento di denaro volto a costruire un pacchetto di misure di investimenti che articolato in sei diverse missioni va a interessare quattro principali riforme messe in agenda. Le riforme della:

“Le risorse stanziate nel Piano sono pari a 191,5 miliardi di euro, ripartite in sei missioni:

• Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura – 40,32 miliardi;

• Rivoluzione verde e transizione ecologica – 59,47 miliardi;

• Infrastrutture per una mobilità sostenibile – 25,40 miliardi;

• Istruzione e ricerca – 30,88 miliardi;

• Inclusione e coesione – 19,81 miliardi;

• Salute – 15,63 miliardi. “

All’interno del PNRR il MISE ha inserito alcuni progetti che hanno come fine quello di rafforzare la crescita del Paese, attraverso la pianificazione mediante importanti investimenti volti a portare le imprese verso la digitalizzazione, l’innovazione, la competitività, la formazione e la ricerca.

E’ sempre più necessario che la burocrazia sia sostituita dalla semplificazione, la lentezza dalla rapidità nell’esecuzione e lo sviluppo cresca in maniera duratura e sostenibile per un paese che deve ancora riprendersi del tutto dalla crisi pandemica.

Per migliorare la produttività, tra i progetti del Mise anche quello destinato alla “Inclusione e coesione”, che ha come obiettivo quello di migliorare e favorire l’innovazione soprattutto in chiave digitale offrendo un sostegno ai processi produttivi delle imprese italiane gestiti prevalentemente da imprese fondate da donne.

E’ infatti ancora molto evidente il divario lavorativo tra il mondo femminile e quello maschile: tra il numero totale dei lavoratori autonomi occupati, la percentuale di lavoratori maschile è infatti quasi il doppio di quella femminile e si attesta al 7,1%, a fronte di quella femminile pari al 3,5%.

Ecco perché il Mise ha previsto il Fondo Impresa Donna.

Il Fondo Impresa Donna si pone come la soluzione indirizzata a colmare questo divario di genere.

Era già stato previsto a marzo nella Legge di Bilancio 2021, con l’attuale firma avvenuta tra il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per le pari opportunità e la famiglia, per avere piena operatività del fondo si dovrà attender il passaggio alla Corte dei Conti per la registrazione, ma ci siamo quasi.

A chi è destinato il Fondo Impresa Donne per l’imprenditorialità femminile?

Il Fondo Impresa Donne sarà destinato a differenti categorie:

Sono molti i settori che potranno essere interessati alla richiesta del finanziamento o di contributi a fondo perduto. Lo scopo è realizzare nuove attività imprenditoriali, sostenere quelle esistenti e realizzare progetti che siano innovativi.

I settori ammessi al rilascio dei fondi, spaziano dai settori dell’industria a quelli dei servizi, dall’artigianato  al turismo, passando naturalmente per il commercio, e non tralasciando un settore piuttosto importante come quello della trasformazione dei prodotti agricoli.

Come riportato dal ilSole24ore.com:

“La bozza del decreto di 21 articoli divide gli interventi per le imprese femminili in tre assi: ai primi due – nascita e consolidamento – sono assegnati 32,5 milioni; al terzo, diffusione della cultura imprenditoriale e formazione, 6,2 milioni; mentre 1,3 milioni sono destinati alla gestione della misura affidata a Invitalia.”

Potranno farne richiesta sia le nuove imprese, che le imprese già esistenti.

E le donne disoccupate potranno essere avvantaggiate.

Nuove imprese o imprese già costituite, le regole del Fondo Impresa Donne

I programmi di investimento dovranno essere realizzati entro 2 anni e con un tetto di spese ammissibili che non dovranno superare i 250.000 euro per le imprese di nuova costituzione, e 400.000 euro per quelle già costituite.

Tra le spese ammissibili considerando un massimo di 100.000 euro richieste, nel caso si costituisca una Nuova Impresa, il piano prevede che vengano rilasciati contributi a fondo perduto per un ammontare dell’80% del valore delle spese, sino a coprire un massimo di 50.000 euro.

Un vantaggio lo avranno le donne disoccupate la cui copertura per il valore dello stesso importo, ovvero per 100.000 euro di spese ammissibili, sarà del 90%.

Al variare degli importi di spesa varierà anche la copertura contributiva che sarà del 50% se gli importi di spesa saliranno sino a 250.000 euro.

Nel caso a voler partecipare al Fondo fossero le imprese già costituite che necessitino di supporto per operare un consolidamento dell’impresa, dobbiamo prima distinguere quelle aperte da un anno e quelle da oltre tre.

Nel caso le imprese interessate fossero state costituite da almeno un anno e non avessero superato i tre, sarà previsto un finanziamento a fondo perduto sino al 50% e il restante 50% sarà corrisposto attraverso un finanziamento agevolato a tasso zero della durata di 8 anni. Le spese ammissibili che verranno coperte corrisponderanno non oltre all’80%.

Per le aziende che hanno già tre anni e più, saranno ammissibili solo le spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda, o se trattasi di persone fisiche alla data di costituzione dell’impresa o della Partita Iva.

Le spese di capitale saranno agevolate solo a fondo perduto, quelle per investimenti anche con i finanziamenti agevolati.

E’ inoltre previsto che venga istituito un voucher il cui valore di 5.000 euro per singola impresa che servirà ad essere speso in servizi di assistenza tecnica di supporto alle imprese. Di questi 5,000, circa 3.000 euro potranno essere utilizzati per coprire il costo dei servizi offerti da Invitalia se utilizzati.

I tempi di apertura e presentazione delle domande

I tempi per l’apertura delle domande non sono stati ancora definiti nel dettaglio.

Il prossimo provvedimento del Ministero per lo Sviluppo Economico dovrà fissare la data di partenza per la richiesta delle domande, che dovranno pervenire ed essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma di Invitalia.

L’ordine di presentazione verrà considerato, così come verranno analizzati i criteri del progetto imprenditoriale, la sua fattibilità, il mercato di riferimento, mentre maggiore premialità sarà assegnata alle aziende o alle libere professioniste che proporranno iniziative ad alto modello tecnologico.

Per tutte le Lavoratrici autonome, sarà necessario che l’apertura della Partita Iva avvenga entro e non oltre i 60 giorni successivi alla comunicazione di accoglimento della domanda.

Nel caso di Imprese (anche di persone fisiche), la sede legale e/o quella operativa dovranno essere rigorosamente in Italia ed essere costituite da meno di un anno.

Nel caso in cui, le risorse dovessero esaurirsi rispetto alle innumerevoli richieste che dovessero pervenire, le agevolazioni saranno comunque concesse, ma in modo parziale rispetto all’intero importo ammissibile.

Il programma del MISE e del PRNN per il Fondo Impresa Donna

Con la nascita del Fondo Impresa Donne, il Mise, ha posto le basi per arrivare a raggiungere entro il 2026 l’obiettivo fissato dal PRNN, ovvero creare 2400 imprese femminile finanziate dal fondo.

Entro il 2023 il bilancio prevede che dovranno essere già 700 le imprese costituite e finanziate.

I 400 milioni di euro che verranno stanziati a supporto dei primi 40 milioni, saranno diluiti nel tempo, prevedendo un primo rilascio di 25 milioni nel 2021, 50 milioni nel 2022, 75 milioni nel 2023, 100 milioni nel 2024, altri 100 milioni nel 2025, per chiudere con gli ultimi 50 milioni nel 2026.

Con questi fondi il Mise vuole fissare un obiettivo quello di avere uno strumento reale, utile e forte in grado di raggiungere gli scopi principali, ovvero:

Tutto questo progetto, che in fondo ha un termine di soli 5 anni, dovrà essere il punto di partenza per una società più equa, tecnologica, digitalizzata, e fondata sulla parità di genere.