Qualifica del tecnico manutentore antincendio: cosa cambia fino al 31 marzo 2027

Il 25 settembre 2026 è terminato, dopo quattro rinvii, il periodo transitorio per la qualifica dei tecnici che controllano e manutengono estintori, idranti, impianti di rivelazione e porte tagliafuoco. Un decreto firmato a ridosso della scadenza ha concesso altri sei mesi, ma solo a chi aveva già avviato la procedura. Vediamo chi può continuare a lavorare, a quali condizioni e cosa conviene verificare se la vostra azienda affida questi servizi a terzi.

Da dove nasce l’obbligo di qualifica

Il D.M. 1° settembre 2021, noto come “Decreto Controlli”, fissa i criteri per il controllo e la manutenzione di impianti, attrezzature e sistemi antincendio nei luoghi di lavoro. Tra le novità c’è la figura del tecnico manutentore qualificato: chi interviene su questi presidi deve superare una valutazione dei requisiti presso il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Le strade per arrivarci sono due:

  • frequentare un percorso formativo e poi sostenere la valutazione;
  • accedere direttamente alla valutazione, per chi poteva documentare almeno tre anni di esperienza alla data di entrata in vigore del decreto.

L’obbligo è stato rinviato più volte. L’ultimo rinvio, con il D.M. 15 luglio 2025, aveva fissato il termine al 25 settembre 2026.

Cosa prevede il D.M. 22 settembre 2026

Il decreto del Ministro dell’Interno del 22 settembre 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 222 del 24 settembre 2026, non è una proroga generale. Permette di continuare a operare solo a chi ha presentato regolare istanza di valutazione dei requisiti entro il 25 settembre 2026.

In pratica:

  • chi ha presentato l’istanza può lavorare fino alla conclusione della valutazione, e comunque non oltre il 31 marzo 2027;
  • l’attività è consentita solo per le tipologie di impianti e sistemi indicate nell’istanza;
  • chi non ha presentato l’istanza entro il termine non rientra nel regime transitorio.

Il decreto ha anche semplificato l’avvio delle pratiche: chi ha presentato istanza entro il 25 settembre poteva impegnarsi a consegnare in seguito il pre-accordo con il soggetto formatore, senza bloccare l’istruttoria.

Cosa devono fare le aziende che affidano la manutenzione

Il datore di lavoro resta responsabile dell’efficienza dei presidi antincendio anche quando il servizio è affidato a un fornitore esterno. Tre controlli semplici riducono il rischio di affidarsi a personale non abilitato:

  1. Chiedere al fornitore se i tecnici sono già qualificati oppure hanno presentato istanza entro il 25 settembre 2026, e per quali impianti.
  2. Verificare la corrispondenza tra gli impianti presenti in azienda (estintori, idranti, rivelazione, evacuatori di fumo, porte) e le tipologie indicate nella qualifica o nell’istanza.
  3. Annotare nel registro dei controlli chi ha eseguito ogni intervento: è la prima cosa che viene chiesta durante un’ispezione.

Errori da evitare

  • Considerare il 31 marzo 2027 una proroga valida per tutti: vale solo per chi aveva già avviato la procedura.
  • Confondere la qualifica del manutentore con la formazione degli addetti antincendio interni: sono obblighi diversi, previsti da decreti diversi.
  • Lasciare invariato il contratto di manutenzione, senza indicare i tecnici qualificati che opereranno sugli impianti.

Domande frequenti

Il 31 marzo 2027 vale per tutti i manutentori?

No. Vale solo per chi ha presentato istanza di valutazione entro il 25 settembre 2026 e limitatamente agli impianti indicati nella domanda.

Chi rilascia la qualifica?

La valutazione dei requisiti si svolge presso il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, secondo le modalità del D.M. 1° settembre 2021.

Gli addetti antincendio aziendali devono avere questa qualifica?

No. Gli addetti alla lotta antincendio seguono la formazione prevista dal D.M. 2 settembre 2021. La qualifica riguarda chi esegue controllo e manutenzione dei presidi. Se avete addetti da formare o aggiornare, trovate i percorsi nella pagina dei corsi sulla sicurezza sul lavoro.

Cosa rischia l’azienda se il manutentore non è qualificato?

I controlli eseguiti da personale non abilitato possono essere contestati in caso di ispezione o di incendio. Conviene chiarire subito la posizione del fornitore, senza aspettare il rinnovo del contratto.

In sintesi

Il regime transitorio dà tempo fino a marzo 2027 solo a chi si era già mosso. Per le aziende è il momento giusto per verificare i fornitori, il registro dei controlli e la formazione degli addetti interni. Sullo stesso tema può interessarvi anche l’approfondimento sui nuovi requisiti dei docenti dei corsi antincendio.

Volete verificare che la gestione antincendio della vostra azienda sia in regola? Contattateci per un controllo di presidi, registro e formazione degli addetti.

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