Con l’entrata in vigore della norma UNI 12010:2026, il settore del sollevamento dispone finalmente di un riferimento specifico per individuare le competenze del tecnico incaricato dei controlli periodici su catene, funi, brache di sollevamento e accessori di sollevamento. La norma riguarda le attività professionali non regolamentate e definisce requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità della figura professionale interessata.
Perché questa norma è importante
Uno dei punti più delicati nella gestione delle attrezzature di lavoro è sempre stato quello della cosiddetta “persona competente” incaricata dei controlli. Il D.Lgs. 81/2008, all’articolo 71, prevede infatti che le attrezzature soggette a deterioramento siano sottoposte a controlli periodici, ma nella pratica non sempre risultava semplice dimostrare in modo oggettivo il livello di competenza della persona incaricata.
La UNI 12010:2026 interviene proprio su questo aspetto, offrendo un criterio tecnico utile per rendere più chiara, documentabile e verificabile la qualificazione del personale addetto ai controlli.
Una figura professionale più definita
Il tecnico qualificato non deve essere confuso con l’operatore che effettua il controllo visivo prima dell’utilizzo dell’attrezzatura, né con il manutentore che interviene nell’ambito delle ordinarie attività manutentive. La norma delimita il campo di applicazione al controllo periodico strutturato, svolto secondo procedure, norme tecniche, istruzioni del fabbricante e linee guida applicabili.
In questo modo viene tracciata una distinzione più netta tra:
- controllo pre-uso dell’operatore;
- manutenzione ordinaria;
- controllo periodico tecnico e documentato.
I livelli di qualificazione previsti
La UNI 12010:2026 individua diversi profili professionali, in funzione delle attività che il tecnico è in grado di svolgere.
Il Tecnico Senior rappresenta il profilo più completo, con competenze riferite al controllo periodico di catene, funi, brache e accessori di sollevamento.
Il Tecnico Junior SG, cioè “sotto-gancio”, è invece orientato al controllo di brache e accessori di sollevamento.
Il Tecnico Junior FC, cioè “funi-catene”, è specializzato nel controllo di funi e catene installate sugli apparecchi di sollevamento come organi di trasmissione.
Questa distinzione evita di considerare il tecnico del sollevamento come una figura unica e generica, valorizzando invece competenze specifiche e ambiti di intervento ben definiti.
Conoscenze, abilità e responsabilità
La norma richiama un’impostazione coerente con il Quadro Nazionale delle Qualificazioni, collegando ciascun profilo a requisiti tecnici e professionali verificabili.
Tra gli aspetti principali rientrano:
- conoscenza della normativa applicabile e delle istruzioni dei fabbricanti;
- capacità di individuare usura, deformazioni, difetti e condizioni di non conformità;
- autonomia nella valutazione tecnica;
- responsabilità nella formulazione del giudizio sul mantenimento in servizio o sulla necessità di mettere fuori uso l’accessorio o il componente controllato.
L’obiettivo è rendere il controllo non solo eseguito, ma anche motivato, tracciabile e difendibile sotto il profilo tecnico-organizzativo.
Cosa cambia per le aziende
Per i datori di lavoro, la UNI 12010:2026 rappresenta uno strumento utile per rafforzare la gestione del rischio nelle attività di sollevamento. Non si tratta soltanto di individuare chi esegue il controllo, ma di dimostrare che quella persona possiede competenze coerenti con il tipo di verifica affidata.
Le aziende dovranno quindi prestare particolare attenzione a tre aspetti.
Il primo riguarda la qualifica dei fornitori esterni. Quando i controlli sono affidati a ditte specializzate, sarà opportuno richiedere evidenze documentali sulle competenze dei tecnici incaricati.
Il secondo riguarda le procedure interne. Le imprese che svolgono controlli con personale proprio dovranno verificare se le competenze disponibili sono coerenti con il profilo richiesto: Senior, Junior SG o Junior FC.
Il terzo riguarda la formazione e l’aggiornamento. L’esperienza pratica resta importante, ma dovrà essere accompagnata da percorsi documentati, aggiornamenti tecnici e incarichi formalizzati.
Un’opportunità per migliorare la prevenzione
La UNI 12010:2026 non va letta solo come un nuovo riferimento tecnico, ma come un’occasione per migliorare la qualità dei controlli e ridurre il rischio di incidenti nelle operazioni di sollevamento.
Catene, funi, brache e accessori sono componenti fondamentali per la sicurezza: un difetto non rilevato, una deformazione sottovalutata o una valutazione non corretta possono avere conseguenze gravi per lavoratori, impianti e organizzazione aziendale.
Adottare criteri chiari per qualificare i tecnici significa quindi aumentare il livello di prevenzione, rendere più solida la documentazione aziendale e rafforzare la dimostrazione di diligenza da parte del datore di lavoro.
Conclusione
La UNI 12010:2026 introduce un importante passo avanti nella gestione della sicurezza delle attrezzature di sollevamento. La figura del tecnico qualificato assume un ruolo centrale, non solo come esecutore di controlli, ma come professionista capace di valutare, documentare e assumere responsabilità tecniche precise.
Per le aziende, adeguarsi a questo nuovo riferimento significa rivedere incarichi, procedure, formazione e criteri di scelta dei fornitori. Per la prevenzione, significa disporre di controlli più affidabili, competenze più riconoscibili e una gestione più efficace del rischio.




