App per arresto cardiaco e DAE: come funzionano e perché la mappa non basta

App arresto cardiaco: la tecnologia può anticipare i soccorsi?

In caso di arresto cardiaco, ogni minuto è importante. Non basta attendere l’arrivo dell’ambulanza: occorre riconoscere rapidamente l’emergenza, chiamare il 112 o il 118, iniziare le compressioni toraciche e utilizzare un defibrillatore automatico esterno, quando disponibile.

Un’App arresto cardiaco può contribuire a ridurre i tempi di intervento, localizzando il chiamante, indicando il DAE più vicino oppure allertando cittadini formati presenti nelle vicinanze.

Queste applicazioni non sostituiscono il sistema sanitario, ma possono rafforzare la catena della sopravvivenza e anticipare le prime manovre di soccorso.

Perché intervenire subito

L’arresto cardiaco provoca l’interruzione improvvisa dell’attività efficace del cuore. La persona perde coscienza, non risponde e non respira normalmente.

La sequenza da seguire comprende:

  1. riconoscere l’arresto cardiaco;
  2. chiamare immediatamente il 112 o il 118;
  3. iniziare le compressioni toraciche;
  4. utilizzare il DAE appena disponibile;
  5. proseguire fino all’arrivo dei soccorritori.

Le app intervengono soprattutto nel periodo compreso tra la chiamata di emergenza e l’arrivo dell’ambulanza, aiutando a individuare persone e dispositivi già presenti sul territorio.

Quali funzioni può avere un’App arresto cardiaco?

Non tutte le applicazioni svolgono lo stesso compito. È possibile distinguerle in tre categorie principali.

App per chiamare il 112

Alcune applicazioni facilitano il contatto con il Numero Unico Europeo 112 e trasmettono automaticamente la posizione dell’utente.

Possono essere particolarmente utili quando il chiamante:

  • non conosce l’indirizzo;
  • si trova in una zona isolata;
  • è in viaggio;
  • non riesce a descrivere il luogo;
  • ha difficoltà nella comunicazione vocale.

Queste app migliorano la localizzazione, ma non attivano necessariamente una rete di soccorritori volontari.

App per localizzare i DAE

Una seconda tipologia mostra sulla mappa i defibrillatori presenti nelle vicinanze.

La semplice presenza del DAE sulla mappa, però, non garantisce che il dispositivo sia realmente utilizzabile. Devono essere aggiornate informazioni come:

  • posizione esatta;
  • ingresso e piano dell’edificio;
  • orari di accessibilità;
  • presenza di porte o cancelli;
  • disponibilità notturna;
  • stato del dispositivo;
  • scadenza di batterie ed elettrodi.

Un defibrillatore presente in un edificio chiuso o temporaneamente rimosso può causare una grave perdita di tempo.

App per allertare i First Responder

Le piattaforme più strutturate sono collegate alle centrali operative.

Quando viene segnalato un possibile arresto cardiaco, il sistema può inviare una notifica agli utenti registrati presenti nelle vicinanze. Il volontario può ricevere l’indicazione di:

  • raggiungere direttamente la vittima;
  • recuperare un DAE;
  • accettare o rifiutare la missione;
  • seguire il percorso suggerito;
  • comunicare il proprio arrivo.

L’obiettivo è anticipare le manovre di rianimazione mentre l’ambulanza è già in viaggio.

Come funziona l’attivazione

Il funzionamento varia in base al territorio, ma generalmente segue questa procedura:

  1. un cittadino chiama il 112 o il 118;
  2. l’operatore raccoglie le informazioni e invia i mezzi di soccorso;
  3. la piattaforma allerta i First Responder vicini;
  4. uno o più volontari accettano la richiesta;
  5. l’app indica il luogo dell’emergenza e, quando previsto, il DAE accessibile più vicino;
  6. il soccorritore inizia la rianimazione fino all’arrivo dei sanitari.

In alcuni sistemi, più volontari ricevono compiti differenti: uno raggiunge la persona, mentre un altro recupera il defibrillatore.

Le app possono aumentare la sopravvivenza?

Gli studi sulle piattaforme di allertamento mostrano soprattutto un aumento della probabilità che la rianimazione venga iniziata prima dell’arrivo dell’ambulanza.

Il beneficio dipende però da un elemento decisivo: il volontario deve riuscire ad arrivare prima dei mezzi sanitari.

L’applicazione, da sola, non garantisce il risultato. L’efficacia dipende anche da:

  • presenza di cittadini formati;
  • diffusione dei DAE;
  • affidabilità dei dati;
  • accessibilità dei dispositivi;
  • organizzazione del sistema di emergenza;
  • tempi di risposta dei volontari.

Registrare un DAE non basta

La posizione del defibrillatore deve essere mantenuta aggiornata nel tempo.

Un DAE può essere spostato, sostituito, temporaneamente rimosso, reso inaccessibile da lavori oppure lasciato con batterie ed elettrodi scaduti.

Il proprietario o il gestore dovrebbe verificare periodicamente:

  • presenza del dispositivo;
  • corretta collocazione;
  • accessibilità;
  • segnaletica;
  • indicatore di funzionamento;
  • scadenza dei consumabili;
  • corrispondenza tra posizione reale e posizione indicata nell’app;
  • ripristino dopo ogni utilizzo.

La tecnologia è utile soltanto quando la mappa digitale descrive correttamente la situazione reale.

Chi non è formato può usare il DAE?

In caso di sospetto arresto cardiaco, il defibrillatore può essere utilizzato anche da una persona non formata quando non siano presenti operatori sanitari o cittadini con formazione specifica.

Il DAE fornisce istruzioni vocali e analizza autonomamente il ritmo cardiaco, erogando la scarica soltanto quando necessaria.

La formazione BLSD rimane comunque fondamentale perché permette di:

  • riconoscere più rapidamente l’emergenza;
  • chiamare correttamente i soccorsi;
  • eseguire compressioni efficaci;
  • applicare gli elettrodi;
  • ridurre le interruzioni;
  • collaborare con gli altri soccorritori.

La sicurezza del First Responder

Ricevere un’allerta non autorizza il volontario a mettere a rischio la propria sicurezza.

Il First Responder deve:

  • rispettare il Codice della strada;
  • non utilizzare il telefono durante la guida;
  • non effettuare manovre pericolose;
  • non entrare in ambienti insicuri;
  • evitare rischi legati a traffico, incendi o elettricità;
  • seguire le indicazioni della centrale operativa.

Quando la scena non è sicura, è necessario comunicarlo e attendere i servizi competenti.

L’app non sostituisce il 112 o il 118

Davanti a una persona incosciente che non respira normalmente, la priorità rimane chiamare immediatamente il sistema di emergenza.

Non bisogna perdere tempo cercando autonomamente un DAE sulla mappa o inviando messaggi ad altre persone.

La sequenza corretta è:

  1. chiamare il 112 o il 118;
  2. seguire le istruzioni dell’operatore;
  3. iniziare la rianimazione;
  4. recuperare il DAE;
  5. utilizzare il dispositivo appena disponibile.

Limiti tecnici delle applicazioni

Un’App arresto cardiaco può non funzionare correttamente in presenza di:

  • batteria scarica;
  • assenza di connessione;
  • GPS disattivato;
  • notifiche silenziate;
  • risparmio energetico;
  • autorizzazioni revocate;
  • dati di localizzazione imprecisi;
  • account non aggiornato.

Chi è registrato come First Responder dovrebbe verificare periodicamente che l’app sia aggiornata, che le notifiche siano attive e che la geolocalizzazione funzioni anche in background.

Come scegliere un’App arresto cardiaco

Prima di registrarsi è importante controllare:

Integrazione con la centrale operativa

È l’elemento più importante. Un’app collegata al sistema sanitario riceve attivazioni generate da una reale chiamata di emergenza.

Copertura territoriale

Il servizio potrebbe essere disponibile soltanto in alcune regioni o province.

Requisiti per diventare responder

Possono essere richiesti un corso BLSD, la maggiore età, la verifica dell’identità o un attestato valido.

Qualità della mappa dei DAE

La piattaforma dovrebbe indicare posizione, accessibilità, orari e disponibilità dei dispositivi.

Protezione dei dati

Devono essere chiare le modalità di trattamento della posizione del volontario e delle informazioni relative all’emergenza.

La tecnologia funziona quando la comunità è preparata

Una mappa non esegue le compressioni toraciche e una notifica non recupera materialmente il defibrillatore.

Il valore di un’App arresto cardiaco nasce dall’integrazione di quattro elementi:

  • cittadini preparati;
  • DAE funzionanti;
  • dati aggiornati;
  • coordinamento con il sistema di emergenza.

La tecnologia può accorciare la distanza tra l’arresto cardiaco e il primo intervento. A trasformare una notifica in un’azione concreta rimane però sempre una persona.

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Il contenuto ha finalità informative. In caso di emergenza chiamare immediatamente il 112 o il 118 e seguire le istruzioni dell’operatore.

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