Audit ISO 45001 e attrezzature di lavoro: cosa prevede la Circolare Accredia DC 24/2026
Con la Circolare tecnica DC n. 24/2026, Accredia ha definito le attività che gli organismi di certificazione devono svolgere durante gli audit ISO 45001 per valutare la conformità delle attrezzature di lavoro utilizzate dalle organizzazioni.
Le verifiche devono essere condotte attraverso un campionamento basato sul rischio e riguardano sia le aziende che richiedono la certificazione UNI EN ISO 45001, sia quelle che devono mantenerla nel tempo.
È importante chiarire che la circolare non introduce nuovi obblighi per i datori di lavoro e non sostituisce il D.Lgs. 81/2008. Stabilisce, invece, come gli organismi di certificazione devono controllare che gli obblighi già previsti dalla normativa siano realmente applicati e documentati.
La marcatura CE non è l’unico elemento da controllare
Uno dei primi aspetti verificati durante l’audit ISO 45001 riguarda la conformità delle singole attrezzature presenti e utilizzate in azienda.
Per le attrezzature soggette alle direttive o ai regolamenti europei di prodotto, l’azienda deve poter dimostrare, quando previsto, la presenza della marcatura CE e della relativa dichiarazione di conformità.
Per le attrezzature costruite o messe a disposizione dei lavoratori prima dell’emanazione delle specifiche disposizioni europee di prodotto, deve invece essere verificato il rispetto dei requisiti generali di sicurezza contenuti nell’Allegato V del D.Lgs. 81/2008.
La presenza della marcatura CE, tuttavia, non è sufficiente a dimostrare che una macchina possa essere utilizzata in sicurezza in qualsiasi contesto. Il datore di lavoro deve considerare anche:
- le condizioni effettive di utilizzo;
- l’ambiente nel quale l’attrezzatura è installata;
- i rischi derivanti dall’interazione con altre macchine;
- le attività di pulizia, regolazione e manutenzione;
- le caratteristiche del lavoro da svolgere.
Una macchina marcata CE può quindi richiedere ulteriori misure tecniche, organizzative o procedurali in relazione al contesto aziendale nel quale viene utilizzata.
Cosa fare in presenza di attrezzature non conformi
Quando dalla valutazione emerge che un’attrezzatura è pericolosa o non conforme, l’azienda deve intervenire concretamente.
Le attrezzature che non possono essere utilizzate in sicurezza devono essere messe fuori servizio e non possono essere nuovamente impiegate fino alla loro completa messa a norma.
Quando l’attrezzatura può essere riparata o adeguata, l’organizzazione deve predisporre un programma documentato che indichi:
- gli interventi necessari;
- le responsabilità assegnate;
- le tempistiche di realizzazione;
- le risorse economiche previste;
- le modalità di controllo dello stato di avanzamento.
Il programma non può rimanere una semplice dichiarazione di intenti. Durante gli audit successivi, l’organismo di certificazione deve verificarne l’effettiva attuazione e valutare eventuali ritardi o scostamenti.
Modifiche alle macchine e insiemi di attrezzature
Un altro punto particolarmente delicato riguarda le modifiche apportate alle macchine dopo la loro immissione sul mercato o messa in servizio.
Non ogni modifica comporta automaticamente una nuova procedura di valutazione della conformità. È però necessario stabilire se l’intervento modifica le prestazioni, il funzionamento o le condizioni di sicurezza previste dal fabbricante, introducendo nuovi pericoli o aumentando rischi già esistenti.
La circolare richiama, a questo proposito, il Regolamento UE 2023/1230 sulle macchine, che sarà applicabile in via generale dal 20 gennaio 2027.
Particolare attenzione deve essere riservata anche agli insiemi di macchine o quasi-macchine. Quando più elementi sono collegati e comandati per raggiungere un unico risultato produttivo, la certificazione delle singole parti potrebbe non essere sufficiente: l’insieme deve essere valutato nella sua configurazione complessiva.
Valutazione dei rischi nel reale contesto aziendale
Durante l’audit ISO 45001 non viene controllata soltanto la documentazione tecnica della macchina. L’organizzazione deve dimostrare di aver valutato i rischi derivanti dall’utilizzo dell’attrezzatura nel reparto, nel sito o nell’ambiente di lavoro nel quale viene effettivamente impiegata.
La valutazione deve considerare l’interazione tra lavoratore e macchina durante tutte le fasi operative, comprese:
- installazione e avviamento;
- utilizzo ordinario;
- regolazione e attrezzaggio;
- pulizia;
- manutenzione;
- gestione delle anomalie e delle emergenze.
Devono inoltre essere presenti programmi adeguati di informazione, formazione e addestramento, insieme alle indicazioni sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e collettiva.
Manutenzione e verifiche periodiche
La manutenzione è uno degli elementi centrali nella gestione delle attrezzature di lavoro.
Per ciascuna attrezzatura l’azienda deve definire un programma coerente con le indicazioni del fabbricante, le norme di buona tecnica o, in loro assenza, i codici di buona prassi.
Gli interventi effettuati devono essere registrati e devono comprendere anche il controllo dei dispositivi di sicurezza, come:
- ripari e barriere;
- interblocchi;
- arresti di emergenza;
- sensori e dispositivi di protezione;
- sistemi di comando legati alla sicurezza.
Le attrezzature comprese nell’Allegato VII del D.Lgs. 81/2008 devono inoltre essere sottoposte alle verifiche periodiche previste, rispettando le frequenze stabilite dalla normativa.
Quali documenti possono essere richiesti durante l’audit
L’azienda deve essere in grado di fornire evidenze concrete sulla conformità e sulla gestione delle attrezzature campionate.
Tra i principali documenti possono rientrare:
- dichiarazione di conformità;
- manuale di uso e manutenzione;
- verbali di corretta installazione;
- programmi e registri di manutenzione;
- verbali delle verifiche periodiche;
- documentazione tecnica relativa alle modifiche;
- valutazione dei rischi;
- procedure di lavoro e procedure LOTO, quando applicabili;
- programmi di adeguamento;
- attestazioni e registrazioni di formazione e addestramento.
In presenza di carenze significative, l’organismo di certificazione può emettere una non conformità e valutarne gli effetti sul rilascio o sul mantenimento della certificazione.
Come può supportarti Casini Service
Prepararsi a un audit ISO 45001 non significa raccogliere documenti all’ultimo momento. È necessario verificare che quanto riportato nelle procedure corrisponda alle reali condizioni di utilizzo delle attrezzature.
Casini Service affianca le aziende attraverso attività di consulenza costruite sulle caratteristiche e sui rischi effettivamente presenti, tra cui:
- audit su macchine, impianti e attrezzature;
- check-up tecnici e normativi;
- individuazione delle non conformità;
- definizione degli interventi di messa in sicurezza;
- aggiornamento della valutazione dei rischi;
- predisposizione di procedure e piani di miglioramento;
- formazione e addestramento dei lavoratori;
- assistenza nell’implementazione dei sistemi di gestione ISO 45001.
Casini Service può quindi supportare l’organizzazione nella preparazione tecnica e documentale. Il rilascio e il mantenimento della certificazione restano di competenza degli organismi di certificazione.




