Il  ministero del Lavoro sta preparando nuove misure per  assicurare maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro, rese ormai indifferibili dalla recente emergenza infortuni .

Quest’anno  infatti  c’è stato un tragico innalzamento delle morti bianche, più di 700 dall’inizio dell’anno anche se nell’ambito di un ormai stabilizzato calo del numero complessivo degli   infortuni.

Le misure in arrivo, anticipate in conferenza stampa dal Ministro Orlando qualche giorno fa dopo l’incontro con i sindacati sul tema,  prevedono una stretta sulle sanzioni alle aziende che non rispettano e non fanno rispettare la normativa contenuta nel  Testo unico per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro D.lgs 81/2008 smi.

La bozza attualmente in lavorazione prevede tre ambiti di novità  nel sistema sanzionatorio :

Nell’ambito dell‘organizzazione delle attività ispettive di controllo  sono previsti  invece:

  1. un rafforzamento delll’organico dell’Ispettorato del lavoro  che da 4500 dipendenti dovrebbe passare a 5700 entro l’anno. Inoltre nel Pnrr sono in previsione altre 2.100 assunzioni all’Inl a partire dal 2022.
  2. coordinamento della vigilanza sulla sicurezza che passerebbe al INL invece che alle Regioni 
  3. Interoperabilità delle  banche dati  dei diversi soggetti che operano in ambito sicurezza come  Inl, Inail, Inps e Asl o addirittura  la crezione di una banca dati centralizzata  che eviti ritardi o sovrapposizione di interventi  ad esempio nella valutazione delle recidive che comportano interruzione dell’attività
  4. rafforzamento delle commissioni bilaterali  tra datori di lavoro e rappresentanze sindacali  sulle misure di prevenzione all’interno delle aziende.

Le misure opportunamente definite in dettaglio, potrebbero entrare addirittura nel DL fiscale per velocizzarne l’entrata in vigore .

Infortuni sul lavoro e malattie professionali: i dati INAIL 2020

Riportiamo  le principali informazioni fornite dal Comunicato stampa INAIL  in occasione della pubblicazione della relazione  sul 2020

INFORTUNI SUL LAVORO

 I dati sulle denunce di infortunio nel 2020 registrano, rispetto all’anno precedente, un calo dei casi in complesso e l’aumento significativo di quelli mortali.

Sono state registrate poco più di 571 mila denunce di infortuni accaduti nel 2020 (-11,4% rispetto al 2019), un quarto delle quali relative a contagi da Covid-19 di origine professionale. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono stati 375.238 (-9,7% rispetto al 2019), di cui 48.660, pari al 12,97%, avvenuti “fuori dell’azienda”, ovvero con “mezzo di trasporto” o “in itinere”, nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro. I casi mortali denunciati all’Inail sono stati 1.538, con un incremento del 27,6% rispetto ai 1.205 del 2019 che deriva soprattutto dai decessi causati dal Covid-19, che rappresentano oltre un terzo del totale delle morti segnalate all’Istituto.

Gli infortuni mortali per cui è stata accertata la causa lavorativa sono 799 (+13,3% rispetto ai 705 del 2019), di cui 261, circa un terzo del totale, occorsi “fuori dell’azienda” (i casi ancora in istruttoria sono 93).

 “La pandemia ha fortemente condizionato l’andamento del fenomeno infortunistico nel 2020 – ha spiegato il presidente INAIL  Bettoni commentando questi dati – Da un lato, infatti, ha comportato la riduzione dell’esposizione a rischio per gli eventi ‘tradizionali’ e ‘in itinere’, a causa del lockdown e del rallentamento delle attività produttive, dall’altro ha generato la specifica categoria di infortuni per il contagio da Covid-19”. 

MALATTIE PROFESSIONALI

I dati del 2020 indicano un calo notevole delle denunce di malattia professionale. Le patologie denunciate, infatti, sono state poco meno di 45mila, in diminuzione del 26,6% rispetto al 2019. Ne è stata riconosciuta la causa professionale al 35,34%, mentre il 3,33% è ancora in istruttoria. Anche su questa flessione, in controtendenza con gli incrementi rilevati nel quinquennio precedente, ha influito l’emergenza epidemiologica. Le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 31.400, di cui il 38,06% per causa professionale riconosciuta dall’Istituto. I lavoratori con malattia asbesto-correlata sono stati circa 900, mentre quelli deceduti nel 2020 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 912 (-19,79% rispetto al 2019), di cui 205 per silicosi/asbestosi.