La pubblicazione INAIL tratta la gestione degli incidenti e la procedura per la segnalazione dei “near miss” o “mancato infortunio”

La procedura di gestione degli incidenti rappresenta un momento essenziale nella implementazione di un sistema di gestione della salute e della sicurezza nell’ambiente di lavoro al fine di ottenere informazioni essenziali alla progettazione di misure di prevenzione e di protezione da adottare per la risoluzione delle non conformità.

La nuova pubblicazione INAIL, al riguardo, ha l’obiettivo di approfondire alcuni aspetti legati alla gestione di quegli eventi che non causano lesioni o malattie (ma potenzialmente potrebbero farlo), che vanno sotto il nome di “mancato infortunio” o “near miss”.

La guida INAIL sulla procedura per la segnalazione dei near miss

Negli ultimi anni  si è registrata nell’intero settore di igiene ambientale, in un contesto di progressivo aumento dell’occupazione (+10,9%), una diminuzione degli infortuni sul lavoro (-1,4% nel quinquennio 2014- 2018).

Ciò nonostante la cultura della sicurezza, nel nostro Paese, non ha raggiunto ancora risultati ottimali.

Infatti la crescente sensibilità ai temi della salute e sicurezza dei lavoratori e la spinta di una forte evoluzione tecnologica, si riscontra ad oggi, con differenti gradazioni in funzione di molteplici fattori tra cui le dimensioni aziendali e le risorse economiche a disposizione.

In merito, il gruppo di lavoro che ha redatto la guida INAIL ritiene che notevoli margini di miglioramento e ulteriori sfide da affrontare riguardino soprattutto la gestione dei “near miss” (fonte Uni Iso 45001:2018).

Cosa sono i near miss

Questo termine è utilizzato per indicare deviazioni impreviste e improvvise dalla normale ordinarietà del lavoro in presenza di situazioni che non hanno consentito il verificarsi di conseguenze negative.

In sostanza, il mancato infortunio è un evento potenzialmente dannoso, poiché legato alla presenza di situazioni o agenti che abbiano la caratteristica intrinseca di “pericolosità” che, per l’instaurarsi di situazioni fortuite, non ha provocato danni a persone o a cose.

Un esempio di “incidente” può essere la situazione di un martello in bilico su una superficie posta al di sopra dell’altezza dell’uomo; la pericolosità della situazione è data dalle caratteristiche dell’oggetto “martello” e dalla sua altezza (caduta dall’alto di oggetti pesanti).

Se l’oggetto “martello” permane, senza disturbi, in modo stabile nella condizione sopra descritta, si concretizza una “situazione pericolosa”.

Se invece l’oggetto “martello”, per qualche motivo, cade su un gruppo di lavoratori senza colpirne alcuno, l’evento è definibile come “near miss”.

Se, infine, l’oggetto “martello”, per qualche motivo, cade su un gruppo di lavoratori e ne colpisce uno, provocando una ferita, l’evento è definibile come “infortunio”.

In tutti i casi sopra esposti, si dovrà ricercare la causa della situazione pericolosa (perché il martello è stato lasciato su una superficie elevata, in bilico e incustodito?) e dell’incidente o dell’infortunio (cosa ha provocato il disequilibrio e la caduta dell’oggetto “martello”?), nonché delle condizioni al contorno (perché i lavoratori erano in quella posizione? Era una situazione consentita?).

Clicca qui per scaricare la guida INAIL sul mancato infortunio