MODELLO 231: COS’È E PERCHÉ CONVIENE APPLICARLO
Studio Jonata Casini - Traning & Consulting

Strumenti e indicazioni per le aziende

9 Giugno 2021

MODELLO 231: COS’È E PERCHÉ CONVIENE APPLICARLO

L’adozione del modello 231 comporta diversi vantaggi per le aziende in termini organizzativi, di sicurezza e di tutela legale.

Il modello 231 prende il suo nome dal D.Lgs 231/2001. Questo sancisce che anche gli enti, come aziende ed enti, possano essere chiamate a rispondere di un reato compiuto nel loro interesse, da soggetti ai vertici dell’organizzazione o da sottoposti alla loro direzione e vigilanza.

L’introduzione del D.Lgs 231/2001 ha costituito un momento di rottura importante con il passato, dato che prima della sua pubblicazione enti, organizzazioni e aziende non potevano essere chiamate a rispondere di un reato, anche nei casi gravi come un infortunio sul lavoro. Solo le persone fisiche potevano essere ritenute responsabili. Dal 2001, invece, in caso di illeciti anche l’organizzazione può essere chiamata a rispondere delle sue responsabilità di fronte a un giudice.

Cos’è il modello 231

Il modello 231 è un modello organizzativo che le aziende possono adottare per migliorare la loro gestione interna, ridurre la possibilità di commettere dei reati e, in molti casi tutelarsi davanti alla legge.

  1. L’adozione di tale modello prevede una prima fase di individuazione delle aree aziendali operative più a rischio di commettere un reato. Ciò significa mappare le attività dove risulta possibile incorrere in un illecito, comprenderne l’eventuale tipologia e intensità, e prendere atto delle misure di prevenzione adottate.
  2. Il secondo passo prevede l’analisi del sistema di controllo in vigore all’interno dell’organizzazione. Si tratta di un aspetto centrale per l’adozione del modello 231 e riguarda la verifica delle norme in vigore, la responsabilità dei soggetti coinvolti nelle diverse attività e i relativi poteri di firma e, generalmente, la valutazione dei meccanismi di tracciabilità delle operazioni messi in atto.
  3. Questa fase è quella più importante dell’intero processo, in quanto è il momento in cui, valutata la condizione attuale, l’azienda progetta le azioni da mettere in atto per allinearsi con lo standard previsto per ridurre i rischi di illeciti precedentemente individuati.
  4. A questo punto si passa alla redazione vera e propria del modello 231, il quale si compone di tre parti:
    • Generale: la quale comprende il codice etico, il regolamento dell’Organo di Vigilanza, e il sistema disciplinare.
    • Specifica: relativa alle diverse tipologie di reato specificandone le caratteristiche, le modalità per cui si rischia di incorrervi, le funzioni e i processi organizzativi coinvolti. In questa parte, inoltre, si identificano le procedure per la formazione e la messa in pratica delle decisioni prese.
    • Documentale: da allegare alle precedenti.
  5. Concluse le fasi precedenti, il modello 231 può essere diffuso all’interno dell’azienda, attraverso attività formative e informative dedicate alla messa in pratica nei nuovi protocolli e procedure.

La redazione di un modello 231 non è obbligatoria, tuttavia espone maggiormente l’azienda alla responsabilità d’impresa nel caso vengano commessi reati.

I vantaggi

L’adozione del modello 231, oltre ai vantaggi organizzativi che ne derivano, ha l’importante merito di poter preservare l’ente dalla responsabilità di un reato. Questo a patto che l’organizzazione sia in grado di dimostrare di aver adottato un sistema organizzativo atto alla prevenzione del particolare reato; e in secondo luogo, di essersi dotato di un organo di vigilanza autonomo e con potere di iniziativa e controllo, con la funzione di monitorare la corretta applicazione di quanto definito nel modello.

 I reati

Le tipologie di reato connesse al modello 231 e quindi che prevederebbero una responsabilità d’impresa sono molti, tuttavia e possibile individuare delle macro-aree:

  • Reati contro la Pubblica Amministrazione
  • Illeciti informatici e nel trattamento dei dati
  • Reati societari
  • Reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro
  • Reati di falso nummario. Contraffazione ed alterazione di marchi e brevetti e l’alterazione di segni distintivi contraffatti nello stato.
  • Delitti contro l’industria e il commercio
  • Reati con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico previsti dal codice penale e dalle leggi speciali
  • Delitti contro la personalità individuale
  • Reati di abuso di mercato
  • Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, autoriciclaggio
  • Violazioni del diritto d’autore
  • Reati transnazionali
  • Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili
  • Delitti di criminalità organizzata
  • Reati ambientali
  • Impiego di cittadini terzi il cui soggiorno è irregolare

Una lunga lista che sottolinea ulteriormente la convenienza dell’adozione di un sistema di gestione.

Modulo 231 e sicurezza

Visionando la precedente lista di reati connessi all’ambito di interesse del modulo 231, spiccano quelli relativi alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Un infortunio grave oltre ad essere, naturalmente, una tragedia a livello umano può comportare gravi conseguenze per un’azienda. Il rispetto delle norme finalizzate alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro contenute nel D.Lgs 81/2008 e l’adozione di un modello di organizzazione adeguato possono proteggere l’organizzazione, oltre che tutelare a monte i lavoratori.

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