Gli spazi flessibili o coworking sono in grado di assecondare le esigenze dello smart working, ottimizzando i costi e stimolando la creazione di nuove idee grazie alla condivisione e la cocreazione.

Il ruolo dell’ufficio tradizionale sta radicalmente cambiando lasciando spazio a un futuro di smart-working, lavoro a distanza, condivisione degli spazi di lavoro e coworking. Non si può più parlare di un luogo di lavoro statico e fisso, infatti, l’ufficio del futuro sarà definibile come uno spazio dove è possibile avere un computer, una connessione internet e la garanzia di sicurezza per quanto riguarda la protezione dati. E parallelamente alla crescita del lavoro da remoto si sta diffondendo anche la cultura degli spazi di lavoro flessibili. Da un lato le aziende stanno pensando alla riprogettazione dei vecchi uffici, includendo e facilitando il lavoro in rete; dall’altro nascono spazi flessibili, attrezzati e personalizzati per ospitare professionisti, freelance, imprenditori e startupper.

Spazi flessibili sono i serviced office o coworking, in grado di assecondare le esigenze del nuovo stile di lavoro agile,  come ad esempio il risparmio del tempo, l’ottimizzazione dei costi di gestione o delle utenze e,  attraverso la condivisione degli spazi, favorire gli incontri tra lavoratori, stimolando la creazione di vere e proprie community di professionisti.

Rispetto all’Italia, in altri paesi europei il fenomeno di connessione tra smartworking e coworking  è già consolidato. Nel nostro paese, invece, ad esempio la diffusione dei coworking non hanno ancora raggiunto l’apice di maturità, anche se si registrano dati di crescita.

Gli spazi di coworking sono sempre più richiesti su tutto il territorio nazionale tanto che si conta 1 coworking ogni 90.000 abitanti. Non solo: più di 1 spazio su 4 ha sede in un agglomerato al di sotto dei 50mila abitanti e la metà di questi opera in comuni al di sotto dei 20mila. La previsione di crescita è ancora enorme: secondo Idc, nel 2022, il 65% della forza lavoro europea (123 milioni di individui, 10 milioni in Italia) sarà composta da mobile. Secondo CBRE, l’interesse delle aziende italiane verso gli spazi condivisi aumenterà del 38% entro il 2020.

Se si considera il cambiamento in atto del modello lavorativo, non più basato sul controllo ma sul risultato, la crescente affermazione di luoghi di lavoro innovativi, si può considerare conseguenziale, così come la necessità di creare nuove opportunità progettuali e di incrementare la produttività a costi più vantaggiosi.

Ma cosa è un coworking? Che servizi offre?

Un coworking è un luogo innovativo che oltre a dare la possibilità di affittare uno spazio ben attrezzato per il lavoro, può mettere a disposizione degli utenti una serie di servizi “salvatempo”, come ad esempio babysitting, lavanderia, personale disponibile ad occuparsi della spesa del lavoratore o qualsiasi altro acquisto.

In questo modo lo spazio lavorativo non è più un limite, ma un abilitatore di risultati migliori. Un luogo per equilibrare la connessione tra vita privata e lavoro.

Siamo dentro un concetto rivoluzionario di spazio lavorativo, perché un ambiente, sia fisico che virtuale, intelligente, flessibile, collaborativo è in grado di migliorare l’esperienza lavorativa, incrementare la produttività del lavoratore e realizzare la conciliazione con la vita privata.

Il coworking, infatti, da luogo di lavoro prevalentemente frequentato da freelance, sta suscitando un forte interesse anche per le imprese che lo identificano come una soluzione innovativa alla nuova esigenza di flessibilità dei rapporti lavorativi.

Molti spazi non solo offrono la possibilità di entrare in una fiorente comunità aziendale, ma anche quella di creare collegamenti significativi con il personale di aziende diverse, ampliando così la propria capacità progettuale e lavorativa.

Infatti, il coworking ha anche l’importante funzione di creare o agevolare connessioni tra soggetti diversi. Questo aspetto porta alla creazione di un ecosistema a supporto del lavoro,  che in un futuro prossimo, anche attraverso l’utilizzo di strumenti intelligenti come risponditori predittivi, UI vocali o sistemi di videoconferenza automatizzati, consentirà la maggiore produttività dei dipendenti/lavoratori.

Seguendo questa visione, Beetroot srl, tramite Beetcommunity ha elaborato il suo concetto di lavoro flessibile, mettendo a disposizione di professionisti e aziende un ufficio multitasking in grado di rispondere alle esigenze più diversificate.

La Beetcommunity stimola le relazioni tra lavoratori incoraggiando la multidisciplinarietà, crede in una progettualità condivisa tra i membri della community virtuale, agevola la creatività dentro un’area multifunzione attrezzata con specifiche postazioni grafiche, regala momenti di relax grazie a un piccolo spazio verde, mette a disposizione dei lavoratori una serie di servizi “salvatempo”.

Lo smart working ha così portato a una considerazione ancora maggiore degli spazi coworking. Il futuro delle aziende post Covid-19 sarà scritto su queste scrivanie?