Green Jobs: alcune professioni a maggior sviluppo di competenze green.

Il 22 aprile è stata la Giornata Mondiale della Terra. Nell’occasione è uscito il volume “Le competenze green”, della collana del Sistema Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

Da un’ analisi fatta proprio da Unioncamere è emerso che nell’anno della pandemia le imprese hanno puntato sempre di più sulle professioni green.

Green jobs

Malgrado le drammatiche difficoltà del sistema economico in un annus horribilis come il 2020, l’anno dello scoppio della pandemia del Covid-19, la transizione a un’economia a basse emissioni di anidride carbonica, un efficiente utilizzo delle risorse e socialmente inclusiva sta muovendo i primi passi anche in Italia.

Sono incoraggianti anche le tendenze all’assunzione di figure con contratti di lavoro in qualche misura connessi con l’economia green: le imprese hanno programmato nel 2020 oltre 1,1 milioni di contratti per questi lavori. Si tratta del 35,7% di tutte le assunzioni, un punto percentuale in più rispetto al 2019. (Fonte pubblicazione Le Competenze Green)

Il dato comprende:

– Le professioni specifiche richieste dai nuovi ambiti della Green Economy;

– I lavori esistenti riqualificati in chiave green;

– Le figure a supporto delle attività verdi ma che non implicano compiti strettamente green.

Numeri importanti anche per quanto riguarda la domanda di competenze green: oltre 558 mila imprese dell’industria e dei servizi hanno investito in questo tipo di competenze.

Per circa 2,6 milioni di ingressi, il 79,3% delle assunzioni programmate dalle imprese, l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale è ritenuta necessaria per svolgere la professione, e per il 38,3%, pari a 1,2 milioni di assunzioni, il grado di importanza di questa competenza è considerato elevato.

Un’elevata competenza green è richiesta in larga misura agli ingegneri (soprattutto quelli civili, elettronici ed energetici e meccanici), e ai tecnici (in particolare quelli che gestiscono i cantieri edili e quelli della sicurezza sul lavoro). Tuttavia la competenza green è ora richiesta anche a figure meno specializzate, come gli idrauliciposatori di tubazioni idrauliche e di gas, e cuochi professionisti.

All’atto dell’assunzione, ai nuovi lavoratori con titoli di studio elevati (laurea o diploma di istruzione tecnica superiore)  le imprese tendono ora a richiedere maggiori competenze green, ma queste competenze sono importanti anche per i profili più bassi (qualifica e/o un diploma professionale o un titolo di studio di livello secondario).

Tra i settori più sensibili alla nuova tendenza spiccano i servizi avanzati di supporto alle imprese, il turismo e la ristorazione, la meccatronica  e ovviamente le costruzioni.

La Transizione Green

Il 25 settembre 2015 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Risoluzione “Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile”, fissando i cosiddetti Sustainable Development Goals (SDGs), avendo come prospettiva l’idea della sostenibilità intesa come una trasformazione profonda in cui aspetti economici, ambientali e sociali sono intimamente collegati.

Anche il nostro coworking, con i sui uffici in affitto, le postazioni condivise e i restanti spazi, si sta adeguando e a breve pubblicheremo sul nostro sito quelli che sono i nostri obiettivi, i Goals già raggiunti e quelli che intendiamo conquistare.

L’impatto sul mondo del lavoro

Gli effetti della transizione verso la sostenibilità si diffonderanno sempre di più nell’economia e nella società, con importanti condizionamenti nel mercato del lavoro.

Se da un lato si apriranno nuove opportunità nei settori in forte crescita, che si occupano di produzione di tecnologie rinnovabili e di prodotti e servizi sostenibili, dall’altro, si rischiano forti perdite occupazionali nei comparti produttivi responsabili del rilascio della maggior parte delle emissioni e dello sfruttamento della maggior parte delle risorse naturali.

L’importanza della formazione

I sistemi d’istruzione e in particolare quelli della formazione professionale dovranno sostenere lavoratori e imprese attraverso la revisione e l’integrazione degli attuali programmi formativi, la definizione di nuovi standard e l’introduzione di meccanismi di riconoscimento delle qualificazioni acquisite e delle nuove figure professionali.