Due milioni di euro all’anno per la diffusione dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni (DAE) in aeroporti, porti e stazioni nonché a bordo dei mezzi di trasporto che facciano percorsi di più di due ore senza la possibilità di sosta, nelle scuole e nelle università. Previste iniziative di formazione nelle scuole. Novità anche per quanto riguarda chi può utilizzare il DAE

Oggi, 28 Luglio 2021 la proposta di legge sui defibrillatori automativi esterni (DAE) è stata approvata definitivamente dalla Commissione Affari Sociali della Camera e diventa legge dello Stato al termine di un lungo iter iniziato con approvazione alla Camera nel Luglio 2019, per raggiungere l’ok del Senato a Maggio 2021. UN ITER DURATO OLTRE DUE ANNI!

Le legge punta alla progressiva diffusione e utilizzazione dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni (DAE) presso le sedi delle pubbliche amministrazioni, negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e nei porti, a bordo dei mezzi di trasporto aerei, ferroviari, marittimi che facciano percorsi di più di due ore senza la possibilità di sosta, presso i gestori di pubblici servizi, nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle università, favorendo ove possibile la loro collocazione in luoghi accessibili 24 ore su 24 anche al pubblico. La legge stanzia per questa diffusione 2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021.

Il numero di persone in grado di utilizzare questi apparecchi è ancora esiguo, per cui la legge prevede che «le scuole di ogni ordine e grado, nell’ambito della propria autonomia, organizzano le iniziative di formazione di cui al comma 10 dell’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, programmando le attività, anche in rete, in accordo con le strutture sanitarie e di volontariato. Le iniziative di formazione devono comprendere anche le tecniche di rianimazione cardiopolmonare di base, l’uso del defibrillatore semiautomatico e automatico esterno e la disostruzione delle vie aeree da corpo estraneo. Le iniziative di formazione sono estese al personale docente e al personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Ogni scuola, nell’ambito della propria autonomia, il giorno 16 ottobre, in concomitanza con la «Giornata mondiale della rianimazione cardiopolmonare», può dedicare iniziative specifiche di informazione all’arresto cardiaco e alle conseguenti azioni di primo soccorso.

In Europa si verificano ogni anno circa 400.000 arresti cardiaci (60.000 in Italia) e si stima che solo nel 58% dei casi chi assiste intervenga con le manovra salvavita (massaggio cardiaco, ventilazioni) e nel 28% dei casi con il defibrillatore. La percentuale di sopravvivenza è dell’8%

Le misure previste dalla nuova legge si propongono pertanto di coinvolgere maggiormente i cittadini nel primo soccorso e di dare loro gli strumenti per farlo: oltre ai 10 milioni di euro per l’installazione dei DAE in luoghi pubblici molto frequentati, all’obbligo di insegnamento a scuola delle manovre di primo soccorso e all’obbligo per le società sportive di dotarsi di defibrillatore, è previsto per esempio l’obbligo per il 118/112 di fornire ai cittadini le istruzioni telefoniche per riconoscere l’arresto cardiaco, per fare il massaggio cardiaco e per utilizzare il DAE e l’introduzione di applicazioni per la geolocalizzazione dei DAE.

Novità anche per quanto riguarda chi può utilizzare il DAE: «L’uso del defibrillatore semiautomatico o automatico è consentito anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardiopolmonare. In assenza di personale sanitario o non sanitario formato, nei casi di sospetto arresto cardiaco è comunque consentito l’uso del defibrillatore semiautomatico o automatico anche a chi non sia in possesso dei requisiti di cui al primo periodo. Si applica l’articolo 54 del codice penale a colui che, non essendo in possesso dei predetti requisiti, nel tentativo di prestare soccorso a una vittima di sospetto arresto cardiaco, utilizza un defibrillatore o procede alla rianimazione cardiopolmonare».

Molte di queste innovazioni sono presenti anche nelle nuove linee guida europee sul primo soccorso recentemente aggiornate e pubblicate da European Resuscitation Council (ERC), sulla base delle raccomandazioni di International Liaison Committee on Resuscitation (ILCOR). La nuova legge colloca pertanto l’Italia all’avanguardia sul piano della riforma del primo soccorso.