Impianto di messa a terra e verifiche periodiche
Studio Jonata Casini - Traning & Consulting

Strumenti e indicazioni per le aziende

10 Settembre 2020

Impianto di messa a terra e verifiche periodiche

L’impianto di messa a terra consiste in una serie di accorgimenti riguardanti l’impianto elettrico e volti a offrire protezione in caso di contatti indiretti. In tal modo si tutelano persone e animali dal rischio di folgorazione in caso di guasti dell’impianto. Si pensi, ad esempio, all’intervento dell’interruttore differenziale (c.d. “salvavita” in caso di guasto verso terra).

Appare evidente come i dispositivi che compongono questa parte dell’impianto elettrico, stante l’inestimabile funzione di protezione, richiedano verifiche di corretto funzionamento, non solo al momento dell’installazione, ma anche periodicamente.

In alcuni casi, è direttamente la legge a prescrivere determinati obblighi in relazione alle installazioni e ai dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, agli impianti di messa a terra e agli impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione.

La normativa: verifiche nei luoghi di lavoro

I procedimenti in materia, ovvero le modalità di denuncia, omologazione, verifica degli impianti di messa a terra, trovano una prima e importante fonte normativa nel decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462 che si occupa, in particolare, dei dispositivi collocati nei luoghi di lavoro.

Il d.P.R., all’art. 2, precisa che la messa in esercizio degli impianti elettrici di messa a terra non potrà essere effettuata prima della verifica eseguita dall’installatore che dovrà rilasciare la dichiarazione di conformità, ai sensi della normativa vigente, che equivale a tutti gli effetti a omologazione dell’impianto.

L’art. 3 del menzionato decreto attribuisce poi all’INAIL il controllo a campione della “prima verifica sulla conformità alla normativa vigente degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche e i dispositivi di messa a terra degli impianti elettrici”. L’INAIL si occupa anche delle verifiche a campione che vengono stabilite annualmente d’intesa con le singole regioni.

Gli impianti di messa a terra

Nella “Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse”, l’INAIL ha precisato che per impianto di messa a terra deve intendersi l’insieme dei dispersori, conduttori di terra, conduttori equipotenziali, collettori di terra e conduttori di protezione destinati a realizzare la messa a terra di protezione.

Ai fini del medesimo decreto si intendono facenti parte dell’impianto di messa a terra anche i segnalatori di primo guasto (ove esistenti) e i dispositivi di protezione dalle sovracorrenti o dalle correnti di dispersione predisposti per assicurare la protezione dai contatti indiretti.

In particolare, si ritengono soggetti all’obbligo di denuncia di cui all’art. 2, gli impianti di messa a terra realizzati per la protezione delle persone dai contatti indiretti mediante interruzione automatica dell’alimentazione.

Invece, non rientrano in tale obbligo gli impianti di terra realizzati esclusivamente per ragioni funzionali, o per altri motivi, e i sistemi di protezione dai contatti indiretti che non si basano sull’interruzione automatica dell’alimentazione.

Verifiche periodiche: come funzionano

Tanto premesso, risulta di fondamentale importanza mantenere efficienti i dispositivi che compongono l’impianto di terra e, a tal fine, la legge prescrive (art. 4, d.P.R. 462/2001) che il datore di lavoro debba effettuare regolari manutenzioni e verifiche periodiche dell’impianto affinché sia garantito nel tempo il suo corretto funzionamento.

Gli ambientidi lavoro ai quali si riferisce la normativa sono quelli all’interno dei quali è individuabile la figura di almeno un “lavoratore” ovvero una persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione. Sono esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.

La verifica periodica va effettuata ogni due anni per gli impianti installati in cantieri, locali adibiti a uso medico (o similari), e ambienti a maggior rischio in caso di incendio. Invece, per gli impianti installati in cantieri, locali adibiti a uso medico e ambienti a maggior rischio in caso di incendio la periodicità è biennale.

Per l’effettuazione della verifica, il datore di lavoro dovrà rivolgersi ad ASL, ARPA o ad appositi organismi ispettivi abilitati dal Ministero delle Attività Produttive che procederanno prendendo come riferimento i criteri stabiliti dalla normativa tecnica europea UNI CEI. Non sono ammesse verifiche effettuate da liberi professionisti (es. il semplice elettricista) o da imprese installatrici.

I soggetti obbligati che non provvedano a effettuare le verifiche previste dalla normativa, rischiano pesanti sanzioni e conseguenze anche penali, soprattutto in caso di infortuni. A seguito della verifica al datore verrà consegnato un verbale che potrà essere utilizzato per dimostrare di aver ottemperato agli obblighi di cui al d.P.R. 462/2001.

Messa a terra e verifica periodica in condominio

Anche i Condomìni sono obbligati ad effettuare le verifiche degli impianti a terra, anche in assenza di lavoratori subordinati.

Oltre ad ospitare il passaggio di inquilini, proprietari e così via, il condominio rappresenta a tutti gli effetti un luogo di lavoro in diversi casi. Non è affatto rara, infatti, la presenza di figure, anche professionali, che accedono alle aree comuni per svolgere un determinato lavoro, ad esempio il portinaio, i giardinieri, gli addetti alle pulizie, i tecnici e i manutentori e così via.

Di conseguenza, risulterà necessario rispettare la normativa ad hoc in tema di salute e sicurezza sul lavoro (cfr. d.lgs. n. 81/2008). In Condominio, però, non sempre sono presenti rapporti di lavoro e dunque si è dibattuto sulla necessità in tali casi di effettuare verifiche periodiche dell’impianto di terra.

In tali casi, però, l’opinione maggioritaria è comunque nel senso di ritenere obbligatorio effettuare le verifiche in quanto il condominio è idoneo a rappresentare un ambiente di lavoro indipendentemente dalla presenza di dipendenti fissi.

Tale circostanza, infatti, non farebbe venir meno la necessità di tutelare coloro che svolgono un’attività, a vario titolo, in un luogo in cui è presente un impianto elettrico.

Lo ha confermato anche il Ministero delle Attività Produttive che, nella Circolare n. 10723 del 25 febbraio 2005, ha chiarito che tali obblighi siano sussistenti “ogni qual volta sia comunque individuabile un ambiente di lavoro e quindi anche quando non si sia in presenza – al momento – di rapporto di lavoro dipendente strictu sensu potendo tale rapporto essere instaurato anche successivamente per decisione assembleare”.

Ciò è necessario rispettare la “inalienabile esigenza di garantire l’incolumità di tutti coloro che vengono chiamati, a vario titolo, a prestare la propria attività lavorativa presso un luogo ove risulti situato un impianto elettrico”.

I compiti dell’amministratore

Il d.P.R. n. 462/2001 obbliga tutti i datori di lavoro a effettuare le verifiche periodiche sugli impianti di terra. La figura datoriale, in ambito condominiale, viene individuata nella persona dell’amministratore condominiale e, qualora non sia presente non essendo obbligatorio nominarlo, si ritiene comunque necessario che gli stessi proprietari individuino un soggetto responsabile, interno o esterno alla compagine condominiale.

Sarà dunque l’amministratore che provvederà, non solo, all’omologazione dell’impianto elettrico, ma anche ad affidare a un organismo ministeriale abilitato il compito svolgere le necessarie verifiche periodiche.

In caso di malfunzionamenti o guasti ne risponderà l’amministratore (o la proprietà, o altro soggetto incaricato), salvo dimostrando di aver fatto il possibile per evitare l’evento. Prova liberatoria in tal senso potrebbe essere proprio dimostrare di aver provveduto alla manutenzione e alla verifica periodica dell’impianto, presentando l’apposito verbale rilasciato dai soggetti abilitati alla verifica.

In caso di verifiche con esito negativo, inoltre, sempre l’amministratore dovrà predisporre gli interventi necessari per provvedere alla messa in sicurezza.

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