Defibrillatori ovunque, Parente: «Tempi rapidi per l’approvazione»
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7 Settembre 2020

Defibrillatori ovunque, Parente: «Tempi rapidi per l’approvazione»

Il disegno di legge sui «defibrillatori ovunque»? «Ritengo sia una legge di civiltà. Soprattutto, dopo la pandemia, abbiamo il dovere civico di non trascurare altre patologie e di intervenire preventivemente sul rischio di arresti cardiaci, salvando vite umane». Lo ha detto la senatrice Annamaria Parente (Italia viva), neo presidente della commissione Igiene e sanità di Palazzo Madama. Ogni anno muoiono in Italia oltre 65mila persone per arresto cardiaco, quasi il doppio delle morti causate dal coronavirus. Si tratta di quasi 200 persone al giorno, più di una ogni 8 minuti.

Una proposta di legge (S 1441), quella sui defibrillatori, approvata all’unanimità dalla Camera dei deputati il 31 luglio 2019 e passata all’esame della commissione Igiene e sanità del Senato in sede deliberante, è in attesa di approvazione da oltre un anno. Era stato deciso un iter rapido, poi frenato dalla stasi dei lavori in commissione. Sono stati presentati 28 emendamenti, trasformati in ordini del giorno per accelerare l’approvazione.

Annamaria Parente, presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato afferma che adesso aspettiamo il parere della commissione Bilancio e poi la esamineremo un tempi brevissimi».

«La legge è sicuramente perfettibile – sottolinea la senatrice Annamaria Parente – estendendo l’obbligatorietà in altri luoghi, ma sarebbe meglio approvarla presto, anche perché daremmo subito la possibilità al governo di definire il programma pluriennale per favorire la progressiva diffusione e l’utilizzazione dei dispositivi di defibrillazione negli uffici pubblici e sui mezzi di trasporto, con priorità per le scuole di ogni ordine e grado e per le università».

Una serie di associazioni – Associazione Italiana Cuore e Rianimazione Lorenzo Greco Progetto Vita Piacenza, Onlus, Sessantamilavite Progetto Vita Alto Milanese, Siena Cuore Onlus, Mirco Ungaretti Onlus, Progetto Vita Lodi, Cameri nel Cuore, Cecchini Cuore Onlus, Padova fa battere il cuore – e di medici impegnati sul campo – la cardiologa Daniela Aschieri, l’anestesista rianimatore Michele Grio, il cardiologo Maurizio Cecchini, il cardiologo Alessandro Zorzi, il cardiologo Massimo Giammaria – hanno scritto alla presidente della commissione Parente ricordando perché questa legge è tanto attesa. Molte delle persone morte per arresto cardiaco «potevano essere salvate – si legge nella lettera – dal pronto intervento degli astanti e dall’uso precoce del defibrillatore, in grado di riconoscere e risolvere le aritmie cardiache maligne, aumentando così la sopravvivenza da arresto cardiaco fino al 60% diversamente dall’attuale 5% nazionale».

«Siamo speranzosi – ha sottolineato a nome delle associazioni Marcello Segre, presidente dell’associazione italiana Cuore e rianimazione Lorenzo Greco onlus – che il defibrillatore possa essere introdotto anche nelle dotazioni obbligatorie di ogni luogo di lavoro e che si possa attuare una riduzione dell’Iva dal 22% al 5%, trattandosi di un elettromedicale compensata sicuramente dalla nuova normativa che incentiverebbe la dotazione e la diffusione di questo strumento salva vita».

Il ddl è stato fortemente voluto – dopo i tragici fatti di cronaca che hanno coinvolto minori a scuola – dal primo firmatario e relatore alla Camera Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia, che ha trovato in tre mesi, con un lavoro di squadra con tutti i partiti, l’unanimità a Montecitorio per far approvare rapidamente il provvedimento. Ora a oltre un anno dall’approvazione alla Camera ha preso carta e penna e ha scritto alla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati per lamentare la stasi di palazzo Madama. «Il testo non è vittima di dissidi fra forze politiche – ha scrito Mulé – né dell’ingolfamento seguito al Covid», ma la «commissione non l’ha esaminato nei mesi scorsi a causa della vacatio della presidenza o, quando l’ha fatto, con scarsissimi risultati». Una lentezza difficile da spiegare, perché la legge «andrebbe a incidere nell’attività di prevenzione di casi altrimenti mortali o comunque con postumi severi per le persone, i loro cari e per il Servizio sanitario nazionale». E ha chiesto alla presidente di intervenire per una rapida approvazione della nuova legge.

Obiettivo del disegno di legge è quello di una progressiva diffusione e utilizzazione dei defibrillatori semiautomatici e automatici nelle sedi di pubbliche amministrazioni, presso infrastrutture e mezzi di trasporto, oltre che presso i gestori di servizi pubblici. Sarà un decreto del ministro della Salute – entro 120 giorni dall’approvazione – a definire criteri e modalità per l’installazione dei defibrillatori. La normativa prevede che i defibrillatori semiautomatici e automatici esterni installati in luoghi pubblici siano collocati, ove possibile, in teche accessibili al pubblico 24 ore su 24 e che un’apposita segnaletica indichi la posizione del dispositivo in maniera ben visibile e univoca, secondo la codificazione internazionale attuale.

Gli enti territoriali possono incentivare, anche attraverso misure premiali, l’installazione di apparecchi nei centri commerciali, nei condomìni, negli alberghi e nelle strutture aperte al pubblico. Il testo prevede anche una revisione della normativa sull’utilizzo dei defibrillatori da parte di personale non medico. Individuati obblighi sulla dotazione e l’impiego di defibrillatori da parte delle società sportive, sia professionistiche sia dilettantistiche. Su questo fronte, fra le novità, l’applicazione degli obblighi anche agli allenamenti, oltre che per le competizioni. Viene anche introdotto, per gli impianti sportivi pubblici, il principio di condivisione dei defibrillatori da parte delle società sportive con i soggetti che utilizzino gli impianti.

Previste anche iniziative di formazione in ambito scolastico sulle tecniche di rianimazione cardiopolmonare di base e su quelle di primo soccorso (tra le quali anche la disostruzione delle vie aeree). Previste anche campagne di sensibilizzazione in ambito scolastico sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare e sull’uso dei defibrillatori. Fondamentale poi che i soggetti pubblici e privati già dotati di un defibrillatore ne diano comunicazione alla centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria “118” territorialmente competente, specificando il numero dei dispositivi, le caratteristiche, la marca e il modello, l’esatta ubicazione, oltre agli orari di accessibilità al pubblico e alla data di scadenza delle parti deteriorabili come batterie e piastre adesive. Previste campagne di sensibilizzazione in materia di primo soccorso e di uso dei defibrillatori, oltre a spazi di informazione nell’ambito del servizio pubblico radiotelevisivo.

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