Audit, cosa ci prospetta il futuro?
Studio Jonata Casini - Traning & Consulting

Strumenti e indicazioni per le aziende

29 Ottobre 2021

Audit, cosa ci prospetta il futuro?

E’ noto come la pandemia di COVID-19 abbia modificato molte radicate convinzioni sulla nostra vita e sul nostro modo di svolgere alcune attività.
In particolare il modo in cui lavoriamo ha dovuto inevitabilmente tenere conto di nuove condizioni e nuovi presupposti. In sintesi, il lavoro a distanza è o

rmai diventato per molti parte della vita quotidiana.

Organizzazioni che svolgono attività particolari come gli organismi di certificazione e accreditamento hanno ad esempio risposto con notevole ingegnosità per continuare a fornire quei servizi tanto necessari come la certificazione e l’accreditamento, e lo hanno fatto attraverso un passaggio – non certo facile e scontato – dalle tecniche “in loco” a quelle “da remoto”.

Sebbene siamo ancora lontani dallo stabilire come sarà la cosiddetta “nuova normalità”, sembra che un certo grado di lavoro a distanza rimarrà in vigore in molte realtà.
Come sarà, quindi, per coloro che lavorano nel mondo della valutazione della conformità? E, più nello specifico, che grado di entusiasmo e di preparazione esiste di fronte a questa prospettiva di un “nuovo modo di lavorare”?

Nell’agosto 2021 l’ISO e le organizzazioni mondiali di accreditamento IAF (International Accreditation Forum) e ILAC (International Laboratory Accreditation Cooperation) hanno concluso un sondaggio congiunto che cerca di rispondere proprio a questa domanda.
L’indagine mirava infatti a raccogliere opinioni e spunti di riflessione su metodi e procedure da remoto nel campo degli audit, degli accertamenti e delle valutazioni.

I risultati del sondaggio sono stati interessanti.

In totale sono state raccolte 4320 risposte che, appunto, oltre a fornire un’istantanea degli atteggiamenti e delle opinioni nei confronti delle tecniche a distanza, sono una preziosa miniera di suggerimenti, idee e proposte. Auditor, valutatori e in genere tutti i soggetti della filiera che sono stati sottoposti o hanno effettuato audit, accertamenti e valutazioni a distanza hanno avuto l’opportunità di far sentire la loro voce.

Intanto un dato confortante: il 71% si è detto complessivamente soddisfatto dell’esperienza “da remoto” e il 26% abbastanza soddisfatto. Quindi solo il 3% ha ritenuto questa esperienza insoddisfacente.

Guardando al futuro, il 60% di essi afferma che preferirebbe audit, accertamenti o valutazioni “misti”, ovvero che uniscano sia le tradizionali modalità in loco che tecniche da remoto.

Il restante 40% si è quasi equamente diviso tra chi ha espresso una preferenza per riprendere queste attività totalmente “in loco” (21 %) e chi invece predilige l’opzione “completamente a distanza” (19%).
Il rapporto completo offre un’ampia gamma di opinioni sullo stato attuale del lavoro a distanza e sulle possibilità che possono aprirsi in futuro.

Un sunto più approfondito su questa indagine congiunta è stata pubblicata da ILAC (clicca qui).

Ricordiamo che anche UNI e Accredia hanno affrontato il tema dell’audit a distanza.
Da questo confronto è scaturito il documento “L’Audit a distanza: esempio applicativo di analisi dei rischi e delle opportunità remoto” (scarica), che si focalizza su un’applicazione pratica del risk-based approach/thinking caratteristico dei sistemi di gestione di ultima generazione nella pianificazione e conduzione di un audit remoto. (Fonte: https://uni.com/)

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