La Corte di Cassazione Penale torna a chiarire i confini della responsabilità del preposto in materia di sicurezza sul lavoro. Una recente sentenza su un infortunio mortale dovuto all’uso scorretto del carrello elevatore ha fissato i principi cardine: il preposto tollerante non può chiudere gli occhi davanti a prassi aziendali rischiose, anche se non previste espressamente nel DVR.
⚖️ Il caso: l’infortunio mortale in officina
Il lavoratore rimaneva schiacciato tra le forche di un carrello elevatore – condotto da un collega non abilitato – e un autobus guasto.
L’operazione era stata eseguita con modalità contrarie al Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), che prescriveva l’uso di un carro attrezzi e vietava categoricamente lo spostamento di veicoli con il muletto.
🔎 Le responsabilità dei preposti
La Cassazione ha confermato la condanna penale di due preposti (vicecapo officina e responsabile manutenzioni) per omicidio colposo.
Il motivo? Non solo non hanno impedito la violazione delle procedure del DVR, ma hanno tollerato prassi scorrette consolidate (spinta e traino di autobus col carrello elevatore), senza alcuna segnalazione al datore di lavoro.
📜 Il quadro normativo: art. 19 D.Lgs. 81/08
Gli obblighi del preposto sono chiari e non si esauriscono nel rispetto formale del DVR. In particolare, l’art. 19 del Testo Unico sulla Sicurezza stabilisce che il preposto deve:
- vigilare sull’osservanza delle disposizioni aziendali;
- intervenire in caso di comportamenti non sicuri;
- segnalare immediatamente al datore di lavoro situazioni di rischio o prassi pericolose.
🚨 Il principio della Cassazione: la tolleranza è colpa
Secondo la Suprema Corte:
- il preposto risponde anche per comportamenti scorretti non previsti dal DVR, se tollerati;
- non è ammesso giustificarsi con la “diversità” della prassi rispetto a quella vietata;
- il suo ruolo è attivo: deve essere una sentinella permanente della sicurezza.
👉 La mancata vigilanza equivale a colpa penale, con conseguenze anche gravi in caso di infortunio.
🛠 Focus pratico: cosa devono fare aziende e preposti
Per ridurre i rischi di responsabilità e aumentare la sicurezza, è fondamentale:
- formare i preposti sugli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08;
- istituire un sistema di segnalazione interna semplice e immediato;
- monitorare e correggere prassi operative scorrette;
- promuovere una cultura aziendale della sicurezza, che non ammetta “scorciatoie”.
✅ Conclusione
La sentenza della Cassazione ci ricorda che il preposto tollerante non è mai esente da responsabilità: chi chiude un occhio davanti a comportamenti pericolosi rischia sanzioni penali pesanti.
La sicurezza sul lavoro non è solo un obbligo normativo, ma un dovere etico e organizzativo che richiede impegno quotidiano, vigilanza attiva e comunicazione costante tra lavoratori, preposti e datore di lavoro.



