Formazione Carroponti 2025: cosa cambia con il nuovo ASR e quando rifare i corsi

Negli ultimi giorni, tra colleghi e professionisti del settore HSE (Health, Safety & Environment), si è aperta una discussione tanto attuale quanto importante: come gestire la formazione per l’uso dei carroponti alla luce del nuovo Accordo Stato-Regioni (ASR) del 17 aprile 2025?

La domanda che ha animato il confronto è semplice ma cruciale:
➡️ I lavoratori che hanno già frequentato corsi di formazione devono rifarli completamente secondo le nuove disposizioni?

Molti responsabili HSE, per prudenza e per evitare margini di interpretazione, hanno deciso di ripetere integralmente la formazione. Tuttavia, questa scelta — seppur cautelativa — non è necessariamente obbligatoria, e comporta costi e tempi significativi: i corsi per addetti alla conduzione di carroponti, infatti, possono durare fino a 10 ore e prevedono sessioni pratiche con rapporto istruttore/allievo 1:6.

Ma è davvero indispensabile ripartire da zero?

Cosa prevede l’ASR 2025

Nella Parte VII – Altre disposizioni, sezione “Riconoscimento della formazione pregressa degli operatori addetti alla conduzione di attrezzature di cui all’art. 73, comma 5, del D.Lgs. 81/08”, il nuovo ASR chiarisce:

“I corsi di formazione inerenti agli operatori addetti alla conduzione delle attrezzature di lavoro di cui ai punti 8.3.9, 8.3.10, 8.3.11, già erogati alla data di entrata in vigore del presente accordo, i cui contenuti siano conformi al presente accordo, sono riconosciuti. L’aggiornamento dei suddetti corsi parte dalla data di fine corso riportata nell’attestato.”

Il punto chiave è proprio il termine “conformi”.
L’Accordo non parla di durata ma di contenuti formativi.

Il confronto con l’ASR 2012

Nel precedente Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012, relativo alla formazione per le attrezzature di lavoro che richiedono specifica abilitazione (carrelli elevatori, PLE, gru, ecc.), la validità dei corsi pregressi era vincolata a criteri oggettivi:

  • durata minima dei moduli;
  • suddivisione tra parte teorica e pratica;
  • presenza di una verifica finale dell’apprendimento.

L’ASR 2025, invece, introduce un approccio più flessibile e qualitativo: non conta più tanto quanto dura il corso, ma cosa insegna realmente.

Cosa significa “conformità dei contenuti”

Il concetto di conformità implica una verifica puntuale della corrispondenza tra i contenuti del corso già svolto e quelli richiesti dal nuovo accordo.
In altre parole, si tratta di valutare se il programma affronti in modo sostanzialmente equivalente i medesimi argomenti, anche se con modalità, durata o ordine diversi.

Alcuni punti pratici da considerare:

  1. Verifica della documentazione disponibile:
    Nemmeno l’ASR 2025 impone che i contenuti del corso siano riportati direttamente sull’attestato, e lo stesso valeva per l’ASR 2012.
    Tuttavia, riportare il programma — anche sul retro dell’attestato o in un allegato — rappresenta una buona prassi che semplifica ogni verifica futura.
  2. Completezza dei contenuti:
    Il corso deve trattare tutti gli aspetti fondamentali previsti dal nuovo ASR:

    • principi generali di sicurezza;
    • caratteristiche tecniche e componenti del carroponte;
    • controlli e manutenzione;
    • procedure operative sicure;
    • esercitazioni pratiche e comportamenti in caso di emergenza.
  3. Durata del corso:
    L’ASR 2025 non definisce una durata minima obbligatoria, lasciando maggiore libertà organizzativa. Tuttavia, per prudenza, si può considerare non conforme un corso di durata inferiore a 4 ore, in quanto difficilmente in grado di garantire una formazione efficace e completa.

Il valore aggiunto dell’Intelligenza Artificiale

In questo contesto di aggiornamento normativo, l’AI può diventare un supporto prezioso per i professionisti HSE e i responsabili della formazione.
Con l’ausilio di strumenti di analisi automatica dei documenti, è possibile:

  • confrontare programmi formativi e requisiti normativi in modo rapido e oggettivo;
  • individuare lacune nei contenuti o argomenti mancanti;
  • generare report di conformità per supportare le decisioni di riconoscimento o aggiornamento.

L’obiettivo non è sostituire l’esperienza del formatore o del consulente, ma potenziare la capacità di analisi e ridurre il margine di errore interpretativo, rendendo più efficienti le scelte in materia di formazione obbligatoria.

Conclusioni

Il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 rappresenta un passo avanti verso una formazione più aderente alla realtà operativa e meno burocratica, ponendo l’attenzione sulla qualità dei contenuti piuttosto che sulla quantità di ore.

Per i datori di lavoro e i professionisti HSE, la parola d’ordine diventa “verifica della conformità”: se i corsi precedenti coprono tutti gli argomenti richiesti, non serve ripetere da capo la formazione, ma sarà sufficiente proseguire con i regolari aggiornamenti periodici.

E grazie all’aiuto dell’AI, questa valutazione può diventare più semplice, rapida e documentata — un passo importante verso una gestione della sicurezza sempre più intelligente e basata sui dati.

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