Amianto nei luoghi di lavoro: cosa cambia con la Direttiva UE 2023/2668 e il D.Lgs. 213/2025

La tutela dei lavoratori esposti all’amianto entra in una fase più rigorosa.

Con il D.Lgs. 31 dicembre 2025, n. 213, l’Italia ha dato attuazione alla Direttiva UE 2023/2668, modificando il quadro normativo del D.Lgs. 81/2008 in materia di protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto durante il lavoro.

Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 gennaio 2026 ed è entrato in vigore il 24 gennaio 2026.

Un campo di applicazione più ampio

Il nuovo quadro normativo definisce in modo esteso il campo di applicazione delle misure di prevenzione.

Le norme riguardano tutte le attività lavorative nelle quali vi è, o può esservi, un rischio per la salute dei lavoratori derivante dall’esposizione all’amianto.

Sono espressamente richiamati, tra gli altri:

  • lavori di manutenzione;
  • ristrutturazione;
  • demolizione;
  • rimozione dell’amianto o di materiali contenenti amianto;
  • smaltimento e trattamento dei rifiuti;
  • bonifica delle aree interessate;
  • attività estrattiva o di scavo in pietre verdi;
  • lotta antincendio;
  • gestione delle emergenze in eventi naturali estremi.

Questo significa che il tema amianto non riguarda soltanto le attività di rimozione diretta, ma anche molti interventi che possono coinvolgere edifici, impianti, strutture e materiali potenzialmente datati.

La valutazione del rischio diventa centrale

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda la valutazione del rischio.

Per qualsiasi attività che possa presentare un rischio di esposizione alla polvere proveniente dall’amianto o da materiali contenenti amianto, il datore di lavoro deve valutare la natura e il grado dell’esposizione.

La normativa richiama inoltre la necessità di dare priorità alla rimozione dell’amianto rispetto ad altre forme di manutenzione o bonifica.

Questo principio rafforza l’importanza di una valutazione preventiva, precisa e documentata, soprattutto prima di avviare interventi su edifici o materiali di cui non si conosce con certezza la composizione.

Il nuovo valore limite di esposizione

Il valore limite di esposizione viene fissato a 0,01 fibre per cm³, calcolato come media ponderata nel tempo su 8 ore.

Fino al 20 dicembre 2029 la misurazione avviene tramite microscopia ottica in contrasto di fase.

Dal 21 dicembre 2029, invece, la misurazione dovrà essere effettuata tramite microscopia elettronica o metodo alternativo equivalente o più accurato, considerando anche le fibre di larghezza inferiore a 0,2 micrometri.

Si tratta di un passaggio importante, perché introduce criteri di misurazione più sensibili e una maggiore attenzione anche alle fibre più sottili.

Cosa succede in caso di superamento del limite

In caso di superamento del valore limite, i lavori devono cessare immediatamente.

Lo stesso vale quando vi sia motivo di ritenere che materiali contenenti amianto non identificati siano stati coinvolti nelle lavorazioni, generando polvere.

La prosecuzione dei lavori può avvenire solo dopo l’adozione di misure adeguate per proteggere i lavoratori interessati.

Questo punto evidenzia quanto sia importante non arrivare impreparati alla fase operativa. Una gestione superficiale del rischio può comportare l’interruzione delle attività, oltre a gravi conseguenze per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Cosa significa per le aziende

Per le aziende, il rischio amianto non può essere gestito come un semplice adempimento documentale.

Serve un approccio strutturato, che comprenda:

  • valutazione preventiva del rischio;
  • analisi delle attività da svolgere;
  • verifica dei materiali potenzialmente contenenti amianto;
  • definizione di procedure operative sicure;
  • scelta corretta dei dispositivi di protezione;
  • formazione dei lavoratori;
  • tracciabilità delle misure adottate.

La prevenzione, in questo ambito, non è solo una richiesta normativa. È uno strumento concreto per proteggere le persone, evitare esposizioni pericolose e garantire una gestione corretta delle attività lavorative.

Conclusione

Le novità introdotte dalla Direttiva UE 2023/2668 e dal D.Lgs. 213/2025 confermano un principio fondamentale: la gestione del rischio amianto deve essere preventiva, documentata e rigorosa.

Individuare correttamente i rischi prima dell’inizio dei lavori, aggiornare le procedure e adottare misure adeguate permette alle aziende di operare con maggiore sicurezza e responsabilità.

Casini Service affianca le aziende nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro, aiutandole a leggere correttamente gli obblighi normativi e a trasformarli in procedure concrete, tracciabili e sostenibili.

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